Prevenzione

Interviste ad oncologi, urologi, radioterapisti e psiconcologi per approfondire gli aspetti della malattia e come si arriva alla diagnosi.

Prevenzione - 25 Ottobre 2016

Quali sono i fattori di rischio per il tumore alla prostata? Esistono evidenze scientifiche riguardo all’alimentazione?

Risponde: GIACOMO CARTENTÌ - DIRETTORE UOC ONCOLOGIA MEDICA DELL’OSPEDALE ANTONIO CARDARELLI DI NAPOLI

I fattori di rischio del tumore alla prostata riguardano sesso, età e famigliarità. Uno stile di vita sano, compresa un’alimentazione equilibrata, contribuisce a ridurre il rischio di sviluppare questa neoplasia.

Dobbiamo prendere in considerazione due aspetti: ci sono alcuni fattori di rischio che non sono modificabili, che sono l’età, vabbè il sesso ovviamente, che sono la famigliarità (avere avuto il fratello o il padre con un tumore della prostata è sicuramente un fattore di rischio che raddoppia, triplica la possibilità di avere un tumore della prostata), e poi ci sono, invece, gli stili di vita, il fumo, l’alimentazione, l’aver avuto ipertrofia prostatica – poi di questo magari facciamo un approfondimento – e infezioni ricorrenti della prostata. Questo può influire. Gli studi che sono stati fatti sono analoghi a quelli fatti per il tumore della mammella, nel quale, appunto, ci sono condizioni analoghe a quelle del tumore della prostata, e per tutte e due lo stile di vita in senso lato, quindi un’alimentazione mediterranea, basso consumo di carne rossa, pochi zuccheri semplici e un basso consumo di verdura e frutta, questo può influire negativamente nella comparsa di questa neoplasia.

Prevenzione - 07 Giugno 2017

Esiste una prevenzione efficace per il tumore della prostata?

Risponde: PASQUALE DITONNO - A.O. POLICLINICO CONSORZIALE DI BARI

Non esistono ancora certezze riguardo a quali regole seguire per una corretta prevenzione del tumore alla prostata, ma la ricerca scientifica continua a procedere.

Ci sono un paio di studi di chemioprevenzione che hanno utilizzato la finasteride e la dutasteride per verificare se si potesse ridurre l’incidenza del tumore della prostata.

I risultati di questi due studi sono stati un po’ problematici, nel senso che, se da una parte hanno dimostrato una riduzione dell’incidenza del tumore della prostata credo intorno al 20%, dall'altra si è visto che c’era un aumento di alcuni dei tumori che erano più aggressivi, per cui questa situazione dicotoma ha creato dei dubbi, non si sa bene se questo aumento dei tumori aggressivi fosse legato al design dello studio, quindi ci fossero insomma dei problemi di impostazione dello studio, o se effettivamente questi farmaci selezionassero quei tumori che poi erano in realtà quelli più aggressivi e quelli che poi possono portare alla morte del paziente. Sta di fatto che non sono entrati nella pratica clinica come farmaci di chemioprevenzione.

Per tutti gli altri prodotti non esiste ancora una chiara evidenza che vitamine o altre sostanze possano in qualche maniera ridurre l’incidenza del tumore della prostata. Un dato epidemiologico conosciuto ormai da tanti anni è che una dieta ricca degli animali, di grassi può favorire la progressione del tumore della prostata.

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