Predire il rischio di mortalità durante il follow-up a lungo termine nei pazienti con Ipertensione Arteriosa Polmonare (PAH)

Predire il rischio di mortalità durante il follow-up a lungo termine nei pazienti con Ipertensione Arteriosa Polmonare (PAH)

Le linee guida della European Society of Cardiology (ESC) e della European Respiratory Society (ERS) del 2015 suggeriscono l’utilizzo di una specifica “tabella di rischio”, che classifica i pazienti ad alto, medio e basso rischio, in modo da stimare la mortalità nei pazienti affetti da ipertensione arteriosa polmonare (PAH). L'approccio multiparametrico, proposto dalla suddetta tabella, parte dal presupposto concettuale che nessuna singola variabile è in grado di fornire informazioni prognostiche sufficienti, di qui la necessità di acquisire molteplici variabili, di diversa natura, clinica, morfologica, emodinamica, che possano descrivere in modo affidabile il profilo di rischio di ciascun paziente. Gli Autori si erano già occupati in passato di verificare la capacità discriminatoria dello strumento di valutazione del rischio riportato nelle linee guida, nonché di esplorare il potenziale vantaggio prognostico di un profilo a basso rischio al follow-up. Nella presente ricerca, pubblicata su ERJ Open Research, la finalità è stata di testare l'utilità del modello di stratificazione del rischio ESC/ERS per valutare il rischio di mortalità fino a 5 anni dopo la diagnosi in una popolazione "reale" di pazienti del Registro PAH svedese (SPAHR).

I principali risultati dello studio sottolineano che un profilo a basso rischio, in base alla "tabella di rischio" ESC/ERS, si presenta come un forte predittore indipendente di una più lunga sopravvivenza libera da trapianto durante il follow-up a lungo termine di pazienti con PAH in un contesto clinico di "vita reale". Inoltre, più variabili a basso rischio durante il follow-up un paziente presenta, migliore sarà la sua prognosi. Un'analisi esploratoria, infine, ha documentato come i pazienti con un punteggio di rischio intermedio-alto presentavano tassi di sopravvivenza significativamente peggiori rispetto a quelli con un punteggio di rischio basso-intermedio. Quanto descritto implica una riflessione ed ulteriori analisi nei riguardi del gruppo dei pazienti a rischio intermedio.

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Bibliografia e sitografia:

Kylhammar D, et al. ERJ Open Res. 2021 May 31;7(2):00837-2020. doi: 10.1183/23120541.00837-2020.

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