LEUCEMIA MIELOIDE ACUTA

Decorso e complicanze

Contenuti a cura di:
Dott. Nicola Di Renzo
Direttore U.O.C di Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali c/o P.O. “Vito Fazzi” di Lecce

Qual è il decorso

Sia la natura della Leucemia Mieloide Acuta (AML) che la salute del paziente cambiano con l'età. È ben noto che i pazienti più anziani hanno maggiori probabilità di avere più comorbidità e hanno un performance status inferiore rispetto ai pazienti più giovani. Negli adulti più anziani la AML, rispetto alla malattia che si presenta nei pazienti più giovani, è più frequentemente preceduta da una fase mielodisplastica, presenta una citogenetica più sfavorevole e una resistenza ai farmaci tale da rispondere meno bene alla chemioterapia.

I fattori prognostici

La prognosi è la previsione del probabile decorso della malattia, della possibile risposta al trattamento e del tempo di sopravvivenza del paziente.

L’identificazione della prognosi, che risulta essere caratteristica per ogni paziente, avviene attraverso la valutazione dei fattori o indicatori prognostici cioè di quei particolari valori clinici e di laboratorio caratteristici della malattia che, misurati al momento della diagnosi, influenzano il decorso o la durata della malattia stessa.

Tali fattori vengono pertanto spesso usati per definire l’approccio da applicare al singolo paziente, per la scelta dell’eventuale terapia, dell’inizio e per monitorarne l’efficacia.

Per quanto riguarda la Leucemia Mieloide Acuta (AML) i fattori prognostici sono:

  • Età: l’età avanzata è uno dei fattori prognostici avversi più importanti nella AML soprattutto per il fatto che i pazienti anziani tollerano la chemioterapia meno bene di quelli più giovani.
  • Risposta alla terapia: la risposta iniziale a 1-2 cicli di chemioterapia di induzione è un importante indicatore prognostico.
  • AML secondaria: la AML che insorge dopo l’esposizione ad agenti citotossici o come evoluzione da un pregresso disordine ematologico viene chiamata AML secondaria e si ritiene abbia una prognosi peggiore rispetto alla AML “de novo”.
  • Anomalie citogenetiche: la morfologia dei cromosomi può essere alterata portando un significato prognostico favorevole, intermedio o sfavorevole.
  • Altri fattori: i marcatori clinici di un pesante carico tumorale, come epatosplenomegalia e l’aumento di lattato deidrogenasi (LDH) sono associati a una prognosi peggiore, come lo sono il sesso maschile e uno scarso; performance status.
  • Problemi logistici e psicosociali: sebbene non sempre siano presi in considerazione dai medici, lo stato cognitivo del paziente, il contesto familiare e sociale, la logistica (ad esempio la distanza da percorrere per recarsi nell’ambulatorio per il trattamento, la comodità del viaggio o considerazioni di ordine economico), svolgono un ruolo importante nella prognosi.
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