Leucemia e sudorazione notturna, cosa fare?

LEUCEMIA LINFATICA CRONICA

Leucemia e sudorazione notturna, cosa fare?

La sensazione è ben conosciuta, svegliarsi di notte in un bagno di sudore. È sicuramente capitato a tutti, per una febbre alta, per esempio o in una notte particolarmente calda.

La sensazione è ben conosciuta, svegliarsi di notte in un bagno di sudore. È sicuramente capitato a tutti, per una febbre alta, per esempio o in una notte particolarmente calda. Non è generalmente qualcosa di cui preoccuparsi, tranne in alcuni casi, come sanno bene i pazienti che stanno affrontando una leucemia linfatica cronica. Oltre ad essere uno dei sintomi che richiede accertamenti in merito alla diagnosi di leucemia linfatica cronica può indicare il momento di cominciare le terapie. È anche una condizione che può continuare a far parte della vita del paziente e che può impattare la sua qualità di vita.

Sudorazione come indizio.

Gli episodi di sudorazione notturna, quelli che non rientrano nel novero fatto in apertura delle conseguenze della febbre e del clima, possono verificarsi anche prima della diagnosi. La leucemia linfatica cronica è una malattia a progressione lenta, asintomatica nelle prime fasi e spesso diagnosticata durante accertamenti di routine, o richiesti in seguito a segni e sintomi aspecifici. Tra i campanelli d'allarme che possono indurre il medico a voler approfondire c'è proprio la sudorazione notturna frequente ed abbondante.

Ci sono diverse cause legate alla sudorazione notturna. Per esempio, la leucemia linfatica cronica espone a un rischio maggiore di sviluppare infezioni perché il sistema immunitario è indebolito fortemente. Durante un'infezione, il corpo aumenterà fisiologicamente la sua temperatura per aiutare a combattere le infezioni, causando sia febbre che sudorazione notturna. Lo stesso avviene quando il corpo cerca di distruggere le cellule leucemiche.

Per essere ritenuta un sintomo allarmante, la sudorazione notturna deve avvenire più notti di seguito, essere indipendente dall’ambiente esterno (quindi presentarsi anche se il clima non è caldo e la stanza in cui ci si trova è fresca), essere molto abbondante, deve essere persistente, non si riesce a trovare refrigerio.

Da sola tuttavia, la sudorazione notturna, non basta per giustificare indagini approfondite e il medico, prima di prescrivere ulteriori esami, cerca di capire se sono presenti anche altri sintomi come perdita di peso ingiustificata, dolori diffusi, stanchezza persistente, linfonodi gonfi, fiato corto, infezioni frequenti e resistenti. Questo quadro giustifica un primo approfondimento, solitamente un’analisi del sangue il cui risultato poi può portare a ulteriori esami.

Sudorazione come indicazione di progressione della malattia.

La sudorazione notturna può poi essere il segnale che è tempo di cominciare la terapia.

Come abbiamo detto, la progressione lenta è una caratteristica di questa neoplasia ematologica e spesso porta il medico a scegliere di attendere prima di sottoporre il paziente ai trattamenti. Si preferisce un approccio cosiddetto di watch and wait ovvero di monitoraggio e attesa. Attesa di quando i sintomi saranno così evidenti da indicare che sia ora di iniziare la terapia.

Anche in questo caso, non ci si può basare esclusivamente sulla sudorazione notturna per procedere. La decisione di sottoporre un paziente a un trattamento si basa su tutta una serie di fattori che indicano la progressione della malattia, di cui la sudorazione è solo uno. Altri, secondo le linee guida dell’International Workshop on Chronic Lymphocytic Leukemia (iwCLL) sono per esempio fatica, perdita di peso o febbricola, ma anche segni più specifici come la presenza di un coinvolgimento extranodale, linfonodi e/o milza ingrossati, anemia o trombocitopenia e linfocitosi.

Cosa fare per gestire o prevenire la sudorazione notturna?

In alcuni casi la sudorazione notturna si risolve cominciando il trattamento, tuttavia questo non si verifica sempre. Talvolta perché il fisico, debilitato, non riesce a combattere facilmente le infezioni e queste (o meglio la risposta dell’organismo a queste) possono portare a un aumento della temperatura e alla sudorazione. Trattare l’infezione, quando presente, può alleviare la sudorazione.

Se questo sintomo persiste, si possono applicare alcune strategie per gestire il problema:

- dormire in abiti larghi e leggeri;
- adoperare biancheria di cotone o lino per il letto;
- dormire in un ambiente non eccessivamente riscaldato;
- installare delle pale al soffitto per migliorare la circolazione dell’area;
- provare a dormire con le gambe scoperte;
- fare una doccia rinfrescante prima di andare a dormire.

Ed eccone invece altre che riguardano diversi aspetti della vita quotidiana:
- bere molta acqua o bevande per reintegrare i liquidi persi attraverso la sudorazione;
- fare esercizio fisico avendo l’accortezza di farlo nella prima metà della giornata;
- prediligere abiti fatti di fibre naturali e indossarli a strati;
- ridurre il consumo di cibi acidi e piccanti;
- ridurre il consumo di caffeina, bevande zuccherate nonché di alcolici, specialmente la sera;
- non fumare;
- non trascurare il benessere mentale e cercare di ridurre stress e ansia.

Quando si presentano sudorazioni notturne continue e senza sollievo, è opportuno parlarne con il proprio medico e confrontarsi sulle migliori contromisure da mettere in atto.

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Bibliografia e Fonti:

Leukemia and Lymphoma Society. Watch and wait, (Ultimo accesso 13 Giugno 2022).

American Cancer Society. Managing Hot Flashes and Sweating, 9 Dicembre 2020.

Leukemia Care. Spotting the difference: Night sweats in leukemia VS normal night sweats, (Ultimo accesso 13 Giugno 2022).

Cancer Research UK. Symptoms of chronic lymphocytic leukemia (CLL), (Ultimo accesso 13 Giugno 2022).

Dana Farber Cancer Institute. Night Sweats and Cancer: When to Be Concerned, 28 Settembre 2016.


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