Rettocolite ulcerosa e gravidanza: un binomio possibile

Rettocolite ulcerosa e gravidanza: un binomio possibile

Potrò avere figli? La gravidanza peggiorerà la mia malattia? O, viceversa, avrà effetti negativi sull'infiammazione?

Sono tante le domande che le donne affette da rettocolite ulcerosa si pongono, quando decidono di affrontare una gravidanza. Il picco di incidenza delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), in cui rientra la rettocolite ulcerosa (o colite ulcerosa), infatti, si verifica in età giovanile e coincide con il periodo riproduttivo in circa il 25% dei pazienti.

Questo causa evidenti preoccupazioni riguardo alla possibilità di avere figli. Ma si tratta di preoccupazioni fondate?

In realtà, soffrire di rettocolite ulcerosa non significa dover rinunciare a una gravidanza, anche se sarà importante seguire determinati accorgimenti e rivolgersi ad alcuni specialisti.

L’apprensione delle pazienti riguarda in particolare la fertilità e i potenziali rischi connessi alla terapia, necessaria a mantenere silente la malattia, durante i nove mesi di gravidanza.

Approfondisci anche i dubbi delle donne affette da MICI su sessualità e contraccezione.

Quando programmare una gravidanza?

Il periodo migliore per programmare una gravidanza è quello in cui la malattia è in remissione, come sottolinea la Gastroenterologa Aurora Bortoli, in un documento dell'Associazione Italiana dei Gastroenterologi Ospedalieri (Aigo): “La gravidanza è possibile, purché la si affronti quando la malattia è in remissione da almeno tre mesi. In questo modo, si azzerano i rischi che maturano quando la malattia è invece in corso: l'abortività, il parto pretermine e il basso peso del bambino alla nascita.”.

Le convinzioni errate delle pazienti, frutto di un'informazione carente, hanno portato spesso a considerare le persone affette da una malattia infiammatoria cronica intestinale a maggior rischio di infertilità. Un altro dei timori delle pazienti è legato all'effetto dei farmaci sul feto, timore che in molti casi si traduce nell'interruzione delle terapie, senza l'indicazione da parte di un medico.

Nelle donne con malattia in fase non attiva al momento del concepimento, la probabilità di una riacutizzazione durante la gestazione è sovrapponibile a quella delle donne con MICI non in gravidanza.

Si verifica, invece, una maggiore recidiva della malattia nelle pazienti affette da colite ulcerosa nei primi due trimestri di gravidanza e nel puerperio. La recidiva, in genere, non ha un decorso più severo.

Se la malattia è attiva al momento del concepimento, solo il 30% delle pazienti tornerà in remissione durante la gravidanza, probabilmente per una resistenza alla terapia.

Le terapie vanno proseguite, anche in gravidanza

Il trattamento della rettocolite ulcerosa durante la gravidanza è invece essenziale per mantenere la malattia in remissione. Nella maggior parte dei casi, l'assunzione dei farmaci non preclude l'allattamento al seno del neonato. La donna che pianifica o inizia una gravidanza dovrebbe valutare, con il Gastroenterologo che la segue, lo stato della malattia e il trattamento in corso, così da sospendere eventuali terapie controindicate e impostare o confermare una cura adeguata.

La paziente dovrà seguire con costanza la terapia e sottoporsi con puntualità ai controlli (ogni 3 mesi, o più frequentemente se necessario) per rivalutare il decorso della malattia e la correttezza della terapia in atto.

È inoltre essenziale condividere le terapie con il Ginecologo, con il medico di famiglia e, successivamente, con il neonatologo-pediatra.

Il parto

La tipologia di parto, naturale o cesareo, è un altro argomento che crea ansia nelle donne che soffrono di rettocolite ulcerosa. Questa scelta è dettata principalmente da esigenze di tipo ostetrico. Sarà quindi il Ginecologo a decidere se sia necessario ricorrere a un parto cesareo. Quest'ultimo è ritenuto opportuno nel caso di una malattia perianale o in sede rettale attiva; ha un'indicazione “relativa”, ossia da valutare caso per caso, se la paziente ha subito un intervento chirurgico, come il confezionamento di pouch ileo-anale o di ileo-rettoanastomosi. Pazienti con colostomia o ileostomia possono affrontare un parto vaginale.

L’allattamento

L'allattamento non induce un peggioramento del decorso della patologia, quindi le donne affette da rettocolite ulcerosa possono allattare i loro figli. È comunque necessario valutare la terapia in corso, per individuare eventualmente farmaci controindicati e seguire le giuste precauzioni in base al trattamento.

In conclusione, è importantissimo che le pazienti con MICI esprimano liberamente i propri dubbi e preoccupazioni riguardo alla fertilità, alla gravidanza e alla terapia durante la gestazione e l’allattamento, al proprio Gastroenterologo, oltre che al Ginecologo, al Pediatra e al Medico di medicina generale, così da gestire consapevolmente le decisioni sulla pianificazione familiare.

Per finire, il dialogo tra queste figure professionali, ognuna con una specifica competenza, è importante per monitorare la gravidanza e garantirne un sereno e sorvegliato decorso.

Hai ancora dei dubbi?

Fonti

  • Dubinsky M., Management of the pregnant IBD patient

  • Stephanie Watson, Pregnancy With Ulcerative Colitis

EM-131760