COVID-19: i trattamenti oncologici non aumentano il rischio di mortalità

LINFOMA A CELLULE MANTELLARI

COVID-19: i trattamenti oncologici non aumentano il rischio di mortalità

I pazienti con tumori ematologici sembrano essere più a rischio di infezioni gravi ed esiti infausti se contraggono COVID-19. Quello che ancora non è del tutto chiaro è il motivo di questi esiti. A rispondere a questa domanda è uno studio condotto…

» I pazienti con tumori ematologici sembrano essere più a rischio di infezioni gravi ed esiti infausti se contraggono COVID-19. Quello che ancora non è del tutto chiaro è il motivo di questi esiti. A rispondere a questa domanda è uno studio condotto dal St. Michael's Hospital di Toronto, in Canada. Un primo rassicurante risultato è stato presentato dai ricercatori lo scorso novembre all’ASH Annual Meeting and Expositio: secondo lo studio, essere stati sottoposti a un trattamento oncologico nell’anno precedente non aumenta il rischio di mortalità in conseguenza a un’infezione da COVID-19. A fare la differenza, infatti, sono altri fattori, quali età, sesso maschile e diagnosi precedente a un’infezione da COVID-19.

Per condurre le ricerche, gli scienziati canadesi hanno impiegato i dati dell'ASH RC COVID-19 Registry for Hematology, ovvero un registro che riporta i dati relativi all’infezione da COVID-19 in pazienti con malattie del sangue in corso.

«Il registro ASH è stato progettato come uno strumento per raccogliere e condividere rapidamente i dati su come il COVID-19 influisce sulle persone con cancro del sangue», ha dichiarato Lisa K. Hicks della divisione di ematologia/oncologia presso il St. Michael's Hospital di Toronto. «La nostra analisi esplora diversi fattori del paziente e del trattamento associati ad esiti più gravi. In particolare, eravamo interessati a sapere se il trattamento del cancro avrebbe avuto un impatto sulla mortalità. Nella nostra analisi, non sembra che sia così, il che è in qualche modo rassicurante».

In particolare i ricercatori hanno preso in esame dati raccolti tra il 1 aprile 2020 e il 2 luglio 2021 relativi 1.029 pazienti dell’età mediana di 50-59 anni; il 42% donne e 58% uomini. Il 34% aveva una leucemia acuta o una sindrome mielodisplastica, il 25% un linfoma, il 20% una cosiddetta discrasia plasmacellulare (di cui fa parte anche il mieloma), l’11% una leucemia linfatica cronica, il 10% una neoplasia mieloproliferative.

Tra le variabili prese in esame dagli studiosi come possibili fattori di rischio c’erano: età, sesso, presenza di una comorbidità maggiore (malattie cardiache, ipertensione, malattie polmonari e/o diabete), tipo di tumore maligno ematologico, prognosi stimata a meno; tipo di tumore maligno ematologico; prognosi stimata a meno di 6 mesi ricevuta prima di contrarre un’infezione da COVID-19, differimento delle cure in terapia intensiva e la somministrazione del trattamento del cancro nell'anno precedente.

Secondo i risultati riportati dai ricercatori, la mortalità per COVID-19 nell’intera coorte è stata del 17%; i fattori di rischio più importanti sono risultati essere l’età superiore a 60 anni, il sesso maschile, una prognosi negativa (inferiore ai 6 mesi) ricevuta prima dell’infezione e il differimento in terapia intensiva. Invece, l’essersi sottoposti a un trattamento nell'anno precedente alla diagnosi di COVID-19 o il tipo di neoplasia ematologica non sono risultati associati in modo significativo alla mortalità.

Per quanto riguarda la malattia grave, con ricovero in ospedale, invece, oltre a questi stessi fattori di rischio, è emersa anche una correlazione con la presenza di una comorbidità maggiore e, in questo caso, anche con l’essersi sottoposti a un trattamento oncologico nell’anno precedente.

«Poiché i pazienti con tumore ematologico sembrano essere a maggior rischio di morte e ospedalizzazione a causa di COVID-19, un impegno continuo nell’applicazione di misure preventive come vaccinazione, utilizzo di mascherine e distanziamento sociale è molto importante per questa popolazione», ha spiegato Hicks. «In secondo luogo, il fatto che nella nostra analisi l’aver ricevuto un trattamento per il cancro nell'anno precedente non sembra avere un impatto sulla mortalità da COVID-19 è un risultato in qualche modo rassicurante e importante, poiché, in combinazione con i rapporti di altri gruppi, suggerisce che nella maggior parte dei casi, i team medici per il trattamento dei tumori del sangue dovrebbero continuare ad assicurare la migliore terapia oncologica possibile ai pazienti e non adeguare i trattamenti per paura della mortalità legata a COVID-19».

Bibliografia e Fonti:

Hicks L. Age, sex, other factors impact mortality risk among patients with blood cancer, COVID-19, HemOnc Today, 21 Dicembre 2021.

Hicks L, Redd RA, Anderson KC, et al. Risks for Hospitalization and Death Among Patients with Blood Disorders from the ASH RC COVID-19 Registry for Hematology, Abstract 3040, ASH Annual Meeting & Exposition, 12 Dicembre 2021.

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