LINFOMA A CELLULE MANTELLARI

FAQ - Linfoma a Cellule Mantellari

Chi ha un Linfoma a Cellule Mantellari deve evitare qualsiasi attività fisica?

In realtà una leggera attività fisica quotidiana può aiutare il paziente a sentirsi meglio, a limitare il senso di spossatezza e stanchezza che spesso è presente. Inoltre può portare diversi benefici da un punto di vista emotivo e mentale. Per essere attivi basta fare un po’ di moto ogni giorno come una passeggiata, dello yoga. L'importante, in generale, è scegliere quelle attività che siano alla propria portata. Per questo è importante chiedere consiglio al proprio medico e insieme valutare quali siano le attività fisiche più adatte alla propria condizione.

Per un paziente con Linfoma a Cellule Mantellari è importante seguire un’alimentazione equilibrata e variata. Questo, infatti, aiuta a sentirsi meglio e recuperare le forze nei tempi giusti, così come a gestire gli effetti collaterale e ad affrontare le infezioni. Non solo: una dieta variata che include tutti le classi di alimenti aiuta a contrastare l’eccessiva perdita di peso che può rallentare il recupero del paziente e rendere più faticose le terapie.

Solitamente sono l’ingrossamento persistente di uno o più linfonodi e/o della milza o un aumento dei linfociti B riscontrato durante un esame del sangue di routine a far sospettare al medico la presenza di un Linfoma a Cellule Mantellari (MCL). Soprattutto quando questi sono accompagnati da altri sintomi di tipo aspecifico come un calo di peso ingiustificato, febbre o sudorazioni notturne. Questi sintomi, in genere, inducono il medico a chiedere un esame del sangue e valutare poi la necessità o meno di ulteriori indagini.

Per contrastare il Linfoma a Cellule Mantellari attualmente si ricorre a un trattamento basato sull'associazione di chemioterapia e immunoterapia. La prima colpisce le cellule maligne agendo sui meccanismi di replicazione, l’immunoterapia, che si basa sulla somministrazione di un anticorpo monoclonale, procede invece alla distruzione dei linfociti B. In questi anni, tuttavia, sono in via di sviluppo nuovi farmaci per il linfoma mantellare che agiscono in modo mirato sulle cellule malate.

Per una diagnosi definitiva di Linfoma a Cellule Mantellari è necessario effettuare una biopsia del linfonodo ingrandito: un prelievo di tessuto che viene poi esaminato al microscopio. Una volta accertata la presenza della neoplasia, è invece necessario sottoporsi a esami del sangue più specifici a una tomografia computerizzata e a una biopsia osteomidollare. Questi, per esempio, permettono di conoscere lo stadio della malattia e capire quanto sia diffusa nell’organismo.

Le cause specifiche del Linfoma Mantellare o Linfoma a Cellule Mantellari (LMC) non sono ancora state identificate con certezza. Si è osservato tuttavia che la maggior parte delle persone con questo tipo di linfoma presenta un’alterazione genetica nelle cellule B tumorali che porta a una crescita continua e incontrollata di queste cellule. Ancora non si conoscono tuttavia i meccanismi che provocano l'insorgenza di questa o di altre anomalie genetiche in questa malattia.

Nella maggior parte dei casi il trattamento comincia subito dopo la diagnosi. Tuttavia, quando la crescita del linfoma è lenta e non vi sono sintomi, il medico può scegliere di ritardare l’inizio della terapia e istituire un periodo di stretta osservazione. Questo approccio è definito di “watch and wait”. In questo casi il trattamento inizia solo quando i sintomi diverranno più evidenti o vi saranno segni di progressione della malattia.

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