Dieta “low FODMAP” efficace contro i sintomi intestinali

Dieta “low FODMAP” efficace contro i sintomi intestinali

La dieta low FODMAP (acronimo di Fermentable Oligosaccharides Disaccharides Monosaccharides and Polyols) è un regime alimentare che tende a ridurre la fermentazione intestinale, moderando o addirittura eliminando gli alimenti ad alta fermentazione. Questo stile alimentare è particolarmente indicato per coloro che soffrono di MICI poiché tendono a fastidiosi sintomi quali il gonfiore addominale, flatulenza, crampi.

Infatti, anche in fase di remissione, quando l’infiammazione è tenuta sotto controllo dai farmaci, i pazienti affetti da una malattia infiammatoria cronica intestinale possono soffrire di spiacevoli sintomi che riducono benessere e qualità della vita. Un aiuto di a questi pazienti, secondo una ricerca del King’s College di Londra, può venire dal seguire una dieta povera di carboidrati fermentabili: una dieta “low FODMAP”.

Dieta “low FODMAP” si traduce, letteralmente, in dieta “povera di oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili”. Questi sono zuccheri ad alto potere fermentativo come il fruttosio, il saccarosio, il sorbitolo, il manitano, i fruttani (che si trovano nell’aglio, nei porri, nei carciofi e nel grano) e i galatto-oligosaccaridi (in lenticchie, ceci e piselli).

Un’alimentazione povera di questi zuccheri, spiegano i ricercatori, si era già dimostrata di aiuto contro la sindrome dell’intestino irritabile, ma è la prima volta che ne vengono dimostrati i benefici sui sintomi e nella qualità della vita di pazienti che convivono con una malattia infiammatoria cronica intestinale.

Lo studio sulla dieta low FODMAP

Nel loro studio, gli scienziati londinesi hanno lavorato insieme a esperti gastroenterologi del Barts Health NHS Trust e del Guys and St Thomas' NHS Foundation Trust. Grazie a loro gli studiosi hanno coinvolto 52 pazienti affetti da una malattia infiammatoria cronica intestinale in remissione. Questi pazienti, nonostante la malattia fosse tenuta sotto controllo grazie a un trattamento farmacologico, continuavano a sperimentare fastidiosi e debilitanti sintomi intestinali.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi: un gruppo ha seguito per quattro settimane una dieta “low FODMAP” priva anche di latticini, mentre l’altro gruppo ha seguito una dieta di controllo. Secondo i risultati, pubblicati sulla rivista Gastroenterology, il 52% dei pazienti appartenenti al primo gruppo ha riportato sollievo e minore severità dei sintomi intestinali e una maggiore qualità della vita generale.

Gli studiosi hanno anche esaminato alcuni campioni di sangue e feci dei partecipanti all’inizio e alla fine delle quattro settimane per analizzare la composizione della loro flora batterica intestinale. In questo modo hanno scoperto che una dieta “low FODMAP” contribuisce anche a ridurre la concentrazione di alcuni batteri intestinali, come i Bifidobacteria, che però sono utili a ridurre l’infiammazione. Questa diminuzione, tuttavia, non sembra aver comportato un peggioramento dell’infiammazione nei pazienti.

Abbiamo realizzato quest’indagine per stabilire se questi sintomi intestinali comuni tra i pazienti affetti da una malattia infiammatoria cronica intestinale in remissione possano essere gestiti grazie a una dieta ‘low FODMAP’. Sicuramente questo tipo di alimentazione può rappresentare un’opzione sicura e costo-efficace”, ha dichiarato il professor Kevin Whelan del King's College di Londra, coautore dello studio.

A questo punto l’obiettivo dei ricercatori è capire quali possano essere gli effetti di una simile alimentazione sul lungo periodo e soprattutto cosa comporta la progressiva reintroduzione di questo tipo di zuccheri nella dieta. Nella pratica clinica infatti, periodi in cui si segue questa alimentazione (che comunque non è consigliabile per periodi eccessivamente lunghi) sono poi seguiti da una fase di graduale reintroduzione degli alimenti.

È importante stabilire quali sono gli effetti della reintroduzione di questi alimenti sull’intestino e se questa inverte i cambiamenti nella flora batterica osservati durante la dieta ‘low FODMAP’”, ha concluso la dottoressa Selina Cox, che ha guidato la ricerca.

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