Cosa si intende per proctite e quale legame c'è con le MICI

Cosa si intende per proctite e quale legame c'è con le MICI

Con il termine proctite si indica un'infiammazione dell'ultima parte dell'intestino crasso, ovvero il retto. In alcuni casi si parla di proctosigmoidite quando a essere colpita è anche la sezione precedente, il sigma. In molti casi si tratta di una condizione transitoria che nulla ha a che vedere con una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) e che può essere trattata farmacologicamente in modo efficace e risolutivo.

I sintomi della proctite e della proctosigmoidite

In alcuni casi proctite e proctosigmoidite sono invece espressione della malattia di Crohn e della rettocolite ulcerosa localizzate in questa parte dell'intestino. Ricordiamo infatti che la malattia di Crohn può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all'ano, mentre la rettocolite ulcerosa colpisce esclusivamente il grande intestino, composto da cieco, colon ascendente, colon trasverso, colon discendente, sigma e retto. Questa condizione si manifesta con infiammazione che porta a fenomeni specifici quali:

- afte rettali;

- ulcere;

- perdite di sangue nelle feci;

- perdite di muco nelle feci.

I disturbi correlati a proctiti e MICI

Proprio nella rettocolite ulcerosa per il 30 per cento circa dei casi la malattia è confinata esclusivamente al retto, mentre nel 40-50 per cento dei casi le lesioni si estendono fino al sigma.

Quando in una MICI è presente proctite o proctosigmoidite il paziente tende a lamentare, accanto a diarrea e dolore addominale, alcuni sintomi più specifici di un interessamento rettale o sigmoideo:

- tenesmo rettale, cioè una forma di dolore rettale accompagnato dalla sensazione di aver bisogno di defecare anche in assenza di feci;

- sforzo doloroso durante l’evacuazione.

Non sempre la proctite è causata da una MICI

Va precisato che la proctite e la proctosigmoidite possono verificarsi anche per altre cause non legate alla malattia di Crohn o alla rettocolite ulcerosa. Tra queste citiamo:

- alcune malattie a trasmissione sessuale come la gonorrea, l'infezione da Chlamydia trachomatis, l'herpes e la sifilide;

- infezioni da salmonella, Shigella o da Campylobacter;

- alterazioni della flora batterica intestinale che può portare allo sviluppo di ceppi batterici resistenti agli antibiotici, come il Clostridium difficile, specie in presenza di una compromissione del sistema immunitario.

Come si diagnosticano?

La diagnosi di proctite e di proctosigmoidite avviene durante la colonscopia oppure la rettosigmoidoscopia: quest'ultima consente la visualizzazione esclusivamente dell'ultimo tratto dell'intestino crasso. Queste indagini strumentali unite a prelievi di frammenti di tessuto sottoposti a biopsia consentono di valutare l'origine dell'infiammazione in pazienti che non sono affetti da MICI. In chi ne è affetto, la colonscopia resta sempre l'esame di riferimento anche nella valutazione dello stato di salute di sigma e retto. Anche alcuni esami del sangue e delle feci danno un supporto importante nella diagnosi e nel monitoraggio della proctite e della proctosigmoidite. Quanto alla terapia delle due condizioni nel contesto di una MICI, questa segue le stesse indicazioni di trattamento della malattia di Crohn e della rettocolite ulcerosa. Tuttavia in presenza di proctite anche alcune terapie locali, sotto forma di clisteri medicati, possono essere utili.

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Fonti