Colite indeterminata o colite aspecifica: cosa c'è da sapere?

Colite indeterminata o colite aspecifica: cosa c'è da sapere?

Quando si parla di malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) ci si riferisce sempre alla malattia di Crohn e alla rettocolite ulcerosa. Pochi sanno però che ne esiste una terza, poco nota al grande pubblico: si tratta della colite indeterminata o colite aspecifica. Si tratta di una patologia infiammatoria che colpisce esclusivamente il colon e che presenta caratteristiche che rendono difficile al gastroenterologo una sua classificazione come l'una o l'altra MICI.

Somiglianze e differenze con le altre MICI

Come noto la diagnosi differenziale tra malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa si basa sullo studio di:

sintomatologia riportata dal paziente;

● referti di diversi esami di laboratorio, ovvero sangue e feci;

● referti istologici, ovvero le biopsie prelevate dal colon o dai frammenti di intestino asportati in occasione di interventi chirurgici;

● referti dalla colonscopia;

● referti di altri esami di imaging come l'ecografia dell'addome e la risonanza magnetica.

In una percentuale attorno al 10 per cento dei pazienti con MICI, tuttavia, queste evidenze non sono così chiare da consentire una discriminazione tra le due condizioni.

Quali sono le caratteristiche della colite indeterminata?

La definizione di colite indeterminata o aspecifica è relativamente recente, rispetto a quelle di malattia di Crohn e di rettocolite ulcerosa: è stata infatti introdotta nel 1978 quando fu descritta da ricercatori del St. Mark's Hospital di Londra. Lo studio che tratteggiò le caratteristiche della colite indeterminata mostrò come all'esame istologico una percentuale variabile tra il 10 e il 20 per cento dei reperti operatori di colon asportati da pazienti affetti da MICI non consentiva diagnosi certa.

Oggi però sappiamo che in una percentuale di casi di colite indeterminata che va tra il 15 e il 20 per cento la condizione non sia altro che una forma iniziale di una delle due MICI: nella maggioranza dei casi infatti la patologia evolve nella malattia di Crohn oppure, più frequentemente, nella rettocolite ulcerosa.

Una piccola percentuale, invece, mantiene a lungo o per sempre le caratteristiche indeterminate. Quanto alla sintomatologia, questa appare analoga a quella delle due più note MICI, ma con alcune specificità proprie:

diarrea, presente in entrambe le patologie;

presenza di sangue nelle feci, più tipica della rettocolite ulcerosa;

dolore addominale, tipico di entrambe le MICI;

● raramente perdita di peso, che invece è quasi sempre presente sia nella malattia di Crohn che nella rettocolite ulcerosa;

manifestazioni extraintestinali, in un terzo dei pazienti circa. Tra queste ci sono alcune patologie epatiche e biliari, l'eritema nodoso, l'uveite, le artropatie periferiche e le sacroileiti.

Trattamento e dieta

Se il trattamento della colite indeterminata o aspecifica è simile a quello della malattia di Crohn e della rettocolite ulcerosa, alcuni accorgimenti alimentari sembrano poter migliorare la sintomatologia. Come nelle altre MICI, anche in questa condizione non esistono diete utili a controllare direttamente la malattia. Tuttavia una riduzione di alcuni cibi durante le fasi di attività potrebbe ridurre i sintomi più invalidanti, e tra questi ci sono latticini, fibre (in particolare integrali), alimenti piccanti e alcol.

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Fonti
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  • Rudolph WG et al, "Indeterminate colitis: the real story", Dis Colon Rectum 2002;45:1528-1534
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